Prologo.
.......ma riavvolgiamo il nastro del nostro racconto e ritorniamo a circa un anno fa e precisamente il 14 settembre 2024.
C'eravamo lasciati con la narrazione del risveglio al mattino dopo una nottata di forte vento e pioggia. Ma durante la nostra colazione il tempo non migliorò per niente e, pertanto, la scelta di rinunciare al proseguimento dell'alta Via 1 fu presa in modo veloce ma sofferto da entrambi.
Potevamo continuare comunque? Il tempo non lasciava molte speranze di miglioramento nella giornata ma il dubbio era quello di doverci fermare per forza (per qualsiasi problema) e non trovare un adeguato rifugio in grado di fornirci riparo ma soprattutto del cibo. Avremo capito solo nel proseguimento dell'alta Via di questo anno che la scelta fatta fu corretta. Ma di questo vi racconteremo in questo nuovo capitolo.
E arriviamo all'anno in corso.
Il mancato proseguimento riamane ancora annidato nei nostri pensieri e, quindi, ci apprestiamo a verificare la possibilità di una reale continuazione partendo proprio da quell'ultima tappa.
Scegliamo come settimana la prima di settembre ossia una settimana precedente alla partenza del Tor de Geants.
Come sempre cerchiamo di definire bene la parte logistica delle tappe cercando, per quest'anno, delle ulteriori alternative per i pernottamenti evitando di aumentarne il costo. Cerchiamo di limitare la sosta ai rifugi (abbastanza cari) utilizzando una formula con l'inserimento del campeggio. Non è facile trovare la zona ideale ma alla fine la località di Valpelline soddisfa le nostre esigenze e si colloca in un posizione centrale rispetto al percorso che dovremmo compiere. Al campeggio molto familiare troviamo disponibilità di poter anche lasciare la tenda e i vari materiali da campeggio anche nelle giornate (prima parte) in cui saremo sul percorso e dormiremo in rifugio.
Definito questo aspetto serve identificare come muoverci da e per il campeggio utilizzando auto e bus, avendo scelto, precedentemente, che le trasferte Verona - Val d'Aosta e viceversa venissero fatte utilizzando la nostra auto.
Per questo sono riuscito a ideare una configurazione complessa e precisa che, se tutto quanto andrà per il meglio compresi orari dei bus comprese le coincidenze, poteva largamente soddisfare anche la questione delle trasferte. Ma anche di questo aspetto ne parleremo strada facendo.
Cosa mancava al completamento di questa esperienza? Ancora un po' di allenamento e la preparazione del materiale per il campeggio e il cammino. Per il pernottamento dei rifugi abbiamo pensato di attendere fino all'ultimo giorno per capire le previsioni meteo e per non lasciare acconti che potevano non essere recuperati. Avremo deciso solo al nostro arrivo il primo giorno al campeggio di Valpelline.
Fina dall'inizio la nostra partenza da Verona era stata fissata il giorno 30 agosto per poter iniziare il cammino la domenica 31 ma, in prossimità della nostra, le informazioni del meteo non lasciavano dubbi: perturbazione tra domenica e lunedì con forti piogge. Per il lunedì era stata pianificata la seconda tappa ed il percorso lungo e senza rifugi intermedi ci preoccupava alquanto. Non volevamo ripetere l'esperienza di un anno fà. Quindi la scelta di ritardare di un giorno (partenza da Verona la domenica). Di conseguenza il giorno di meteo cattivo coincideva con la nostra prima tappa : percorso di circa 2 ore e mezza con arrivo al Rifugio Barmasse. Essendo una tappa breve, il dover prendere un po' d'acqua per poco tempo non ci creava grossi problemi.
Perfetto....quindi si parte.
La domenica mattina concludiamo con calma a sistemare i materiali in auto e poi, verso le 11, ci avviamo percorrendo il lungo tratto di autostrada da Verona ad Aosta.
Dal capoluogo saliamo a Valpelline arrivando nel primo pomeriggio al campeggio Grand Combin. Con molta gentilezza ci accolgono e ci indicano la nostra piazzola dove pianteremo la tenda.
Nel pomeriggio ci sistemiamo con molta calma e poi ci rilassiamo facendo un giro nel piccolo paese di Valpelline e rimanendo in campeggio. Abbiamo anche il tempo di ricontrollare la pianificazione della settimana verificando i vari spostamenti con auto e bus. Uno sguardo al meteo regionale che conferma tempo cattivo tra la sera e la giornata di domani. Siamo fiduciosi per il proseguimento del resto della settimana. Anche gli zaini sono pronti e quindi non ci resta che attendere l'indomani.
Sesta tappa (Valtournanche ➔ Rifugio Barmasse)
Della prima notte in tenda non possiamo dire che sia stata tra le migliori trascorse in campeggio, ma riconosciamo che passare dal nostro comodo letto di casa ad un materassino d'aria o in schiuma non coincide con un adattamento veloce e indolore. Ma abbiamo riposato e siamo abbastanza rilassati e pronti ad incominciare. Non abbiamo fretta e ci prepariamo con calma la colazione.
Poi, caricati gli zaini e controllato tutto il materiale necessario, ci avviamo con l'auto in direzione di Saint Rhemy en Bosses in direzione del Passo del Gran San Bernardo. Il programma prevede di lasciare l'auto a Saint Rhemy per circa 5 giorni ritrovandola dopo aver percorso 5 tappe in quattro giorni.
Lasciata l'auto al parcheggio ampio dove si trova la fermata dei bus, attendiamo l'arrivo del pullman che arriva abbastanza in orario. Ci avviamo verso Aosta per poi continuare da Aosta a Chatillon e poi proseguendo fino a Valtournanche. Viaggio che sarà suddiviso in tre tratte appunto per una durata di 4 ore di viaggio comprese le soste per le coincidenze. Questo in teoria. ma alla fine ci rendiamo conto che siamo stati bravi e tutto è andato per il verso giusto. Durante le varie attese cerchiamo di mangiare sapendo di non riuscire a trovare altro tempo per un ulteriore spuntino alla nostra partenza in cammino.
Per il meteo niente da fare. Giornata pessima soprattutto in quota e da Saint Rhemy a Valtournanche tanta pioggia.
AIla vista del nostro arrivo a Valtournanche ci prepariamo indossando anche le coperture zaini e i nostri "gusci" ( spolverino). Ed eccoci scesi alla fermata del bus. Ora i pensieri ritornano a quel lontano 14 settembre ma siamo preparati e fiduciosi del bel tempo che verrà.
Partiamo ripercorrendo lo stesso sentiero dell'anno scorso. La pioggia scende ma non così forte. Siamo abbastanza coperti e il nostro passo è molto deciso tanto che in circa 1 ora e mezza arriviamo tranquillamente al Rifugio Barmasse con un anticipo di circa 1 ora rispetto a quanto fatto l'ano scorso. Molto bene.
Entrati nel rifugio comunichiamo il nostro arrivo e prendiamo accordi anche per la cena e colazione (al momento della nostra prenotazione avevamo chiesto solo pernottamento). Poi ci viene consegnata la camera che risulta essere identica a quella dell'anno scorso co lo stesso letto a castello. Necessitiamo di una doccia veloce per ritrovare il calore perso durante la salita.
Prima della cena ci rechiamo all'esterno per comunicare a casa del nostro arrivo al rifugio. Per questo dobbiamo recarci abbastanza lontani dalla struttura per garantire una buona copertura di segnale. Qualche foto del panorama intorno al rifugio ma che risulta ancora limitato da molte nubi basse. ma al momento la pioggia è finita
Durante la cena nella sala siamo in compagnia di molti escursionisti. Chissà se stanno facendo il nostro stesso percorso. Sono tutti stranieri e pertanto ci sembra difficile ottenere qualche conferma. Consumiamo il menù scelto ma con fatica in quanto non proprio ben preparato. Pazienza... comunque è pur sempre un pasto caldo.
Alla fine della cena ecco che un uomo, seduto al tavolo, ci saluta e con lui intraprendiamo un breve dialogo in un mio inglese elementare. Si tratta di un escursionista che insieme ad altri 3 stanno completando l'alta Via in direzione di Courmayeur. Sono inglesi e sapremmo in seguito che provengono da Manchester.Benissimo, quindi non saremo soli.
Verso le 21 ci ritiriamo in camera e ci corichiamo per un deciso riposo e augurandoci di un risveglio all'insegna del bel tempo.
tempo di percorrenza: 1,5 h
dislivello: + 747 - 109
pernottamento: Rifugio Barmasse
Settima tappa (Rifugio Barmasse ➔ Rif. Cuney)
La notte è trascorsa senza problemi e non c'è sembrati di sentire vento all'esterno. Pertanto la prima cosa che mi appresto a fare, uscito dal mio caldo giaciglio, è quello di assicurarmi del tempo guardando oltre la finestra. Ancora qualche nuvola innocua ma il cielo sembra azzurro. Perfetto.
Prepariamo gli zaini e scndiamo in sala da pranzo. Facciamo una discreta colazione in linea con la cena di ieri, quindi saldiamo il conto e usciamo dal rifugio. Sono circa le 8.15 e, visto l'orario, scendiamo verso la diga per qualche foto al lago artificiale di Cignana immortalando finalmente l'azzurro del cielo.
Ora ci avviamo lungo il percorso che nella prima parte si svolge su carrareccia utilizzata dai gestori del rifugio e dai pastori dei vari masi che incontriamo.
Dopo una discesa incontriamo l'inizio del sentiero che anch'esso nella prima parte di fa perdere quota ma, poi, inoltrandoci in un bosco di larici il percorso riprende a salire fino ad arrivare al maso di Ersa Dessus (2136 m) e da qui fino a raggiungere il primo colle chiamato Fenetre d'Ersaz (2290 m).
Il panorama si apre oltre la vallata di Valtournanche mostrando le varie cime e i grandi alpeggi valdostani con parecchie mandrie di mucche al pascolo. Oltre il colle scendiamo incontrando parecchie mucche intente a brucare l'erba fresca.
Il percorso è appena iniziato e cerchiamo di intravvedere in lontananza quale potrebbe essere il nostro percorso. Ma è difficile stabilire la linea e non ci resta che percorrerlo seguendo le molte indicazioni. Il paesaggio è veramente molto bello e al momento siamo soli. Nessuna traccia del gruppetto di inglesi. Sicuramente partiti prima di noi.
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tempo di percorrenza: 8 h (comprese le pause)
dislivello: + 1383 - 895
pernottamento: Rifugio Cuney
Ottava tappa (Rif. Cuney ➔ Oyace)
Nona tappa (Oyace ➔ Ollomont)
Decima/undicesima tappa (Ollomont ➔ Rif. Champillon ➔ St. Remy en Bosses)
Dodicesima tappa (St. Remy en Bosses ➔ Rif. frassati)
Tredicesima/quattordicesima tappa (Rif. frassati ➔ Rifugio Bonatti ➔ Courmayeur)