Cammino di San Francesco
Rieti - Roma
"Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle: in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle."(Laudato Sii - San Francesco)
"Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle: in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle."(Laudato Sii - San Francesco)
Fonte immagine:
https://www.terre.it/prodotto/la-via-francesco
Prologo.
Ci siamo lasciati lo scorso ottobre con la notizia della mia caduta accidentale lungo il cammino della Via Lauretana da Cortona ad Assisi. L'incidente oltre ad avermi causato la frattura del perone aveva senz'altro compromesso la continuazione del nostro percorso con l'arrivo alla città francescana.
Il lungo periodo ottobre/dicembre mi ha obbligato ad una reale pausa dalle attività dovuta al gesso iniziale poi tutore e fisioterapia.
Rimaneva acceso, soprattutto in me, il desiderio forte di riprendere prima possibile ma tutto, era abbastanza sospeso in attesa di verifiche. Era indispensabile non aver fretta.
Così su consiglio del fisioterapista mi sono "avventurato" nella pratica del ciclismo casalingo. Avendo la possibilità dei rulli di allenamento ho creato il mio piccolo angolo di attività e, aiutandomi, con i video su youtube, ho intrapreso molte ore e km di percorsi indoor. Questo, oltre ad aver accelerato sicuramente la fase di riabilitazione, mi ha allontanato dal rischio della inattività prolungata. A fine gennaio ero già pronto a percorrere i primi chilometri......
Per il mese di febbraio abbiamo iniziato a percorrere itinerari, anche in montagna, aumentando progressivamente le distanze.
Era giunto il momento di pensare a cosa potevamo riorganizzare magari partendo da brevi itinerari di qualche giorno. Abbiamo pensato subito all'idea di riprendere la Via Lauretana da dove l'avevamo interrotta. Proprio così....partire dal Lago Transimeno e proprio da quel "fatidico" scalino sull'isola Maggiore!!
La possibilità poteva essere quella del ponte del primo Maggio ma, verificati gli alti costi dei treni in quel periodo e l'idea di percorrere la Via di Francesco (Rieti - Roma) a fine maggio, ci ha indotti a valutare l'idea di unire i due itinerari in un solo periodo. Detto fatto partenza il 24 maggio con completamento del percorso da Passignano ad Assisi (3 tappe), quindi trasferta a Rieti per inizio del cammino che ci porterà a Roma per il Giubileo delle famiglie il 1 di giugno.
Riverificando i costi dei treni ancora elevati abbiamo pensato di utilizzare l'auto per i soli trasferimenti da Verona a Passignano e rientro a casa. A conclusione del primo cammino c'era pure l'idea di riprendere l'auto a Passignano e parcheggiarla ad Assisi. Alta modalità è stata pensata per i trasferimenti su gli altri tratti ( Assisi - Rieti e Roma - Assisi) per i quali avremo utilizzato il treno.
Anche per le ospitlià siamo riusciti a prenotare per tutte le tappe. Qualche problema a Roma in quanto, in vista del Giubileo e del ponte del 2 giugno, le accoglienze presenti sulla guida sono ormai tutte occupate. Riusciamo a trovare accoglienza fino a Monterotondo poi nulla.
Decidiamo pertanto di unire le ultime due tappe e cioè Monterotondo - Montesacro e Montesacro - Roma optando per la prenotazione all'ostello Marello in centro a Roma, struttura che ormai conosciamo bene. Si tratterà di una tappa lunga di circa 34 km ma probabilmente accorceremo il percorso in entrata a Montesacro utilizzando il bus essendo questo tratto non bello e molto trafficato.
Tutto pronto quindi. Rimaneva solo da verificare ulteriormente la resistenza delle "gambe" che abbiamo risolto con la pratica di bici e camminate nel periodo aprile/maggio.
Per la descrizione della Via Lauretano vi rimando alla pagina dedicata mente in questo capitolo è raccontato il solo cammino della Via di Francesco.
Dopo l'arrivo ad Assisi con la conclusione del cammino sulla Via Lauretana, per il giorno seguente ci dedichiamo ad'una giornata di riposo e al recuper della nostra auto ancora parcheggiata a Passignano sul lago Transimento.
Al mattino ci alziamo molto presto. Non facciamo colazione in quanto ci rechiamo subito in Basilica di san Francesco per le Lodi delle ore 06.30. Dopo una visita della Basilica ci rechiamo a far colazione. Nel frattempo controlliamo le possibilità e modalità per il ritiro dell'auto.
Decidiamo per un treno delle 11.22 circa che ci porterà a Passignano intorno alle 12.08.
Abbiamo tempo per un giro nel centro di Assisi, poi imboccando nuovamente la pedonabile lastricata ci rechiamo alla stazione di santa mania degli Angeli.
Il treno è abbastanza puntuale e alle 12.15 siamo già in auto e pertanto rientriamo ad Assisi.
Come pianificato parcheggiamo la nostra auto nei pressi dell'Ospitale Laudato Sii dove abbiamo dormito. Questo ci dà la possibilità di avere un parcheggio gratuito (che ad Assisi non è facile trovare), comodo alla struttura alla quale ritorneremo per un'altra notte concordata, dopo il nostro rientro da Roma.
Prima di salire ad Assisi ci fermiamo a Santa Maria per un pranzo veloce con un'ulteriore torta al testo. Dopo un caffè ci avviamo per risalire ad Assisi.
Arrivati all' ostello parcheggiamo l'auto e ci prepariamo gli zaini in modo da portare solo quello necessario al nuovo cammino.
Lasciato quindi l'ostello ci avviamo nuovamente versoi il centro di Assisi e poi scendiamo alla stazione di Santa Maria.
Abbiamo un treno alle ore 14.22 con arrivo a Rieti alle ore 17.22. Tutto in orario anche se a terni abbiamo atteso circa un'ora per il camabio. Per la tratta Terni - Rieti ricordiamo molto bene il modello del treno : un due vagoni compresa la locomotiva. Presumiamo degli anni 80, molto rumorosa e con le pareti esterni con disegni prodotti con le bombolette. Molto caratteristica.
Dopo un tranquillo viaggio gustando il paesaggio della valle reatina (ricordiamo il nostro passaggio durante il cammino Assisi - Rieti di qualche anno fa) arriviamo a Rieti dove ci troviamo nel bel mezzo di un temporale con una forte pioggia. Non potendo uscire dalla stazione attendiamo la conclusione dell'acquazzone in compagnia di un gruppo di ragazzi. Poi, quando vediamo che il grosso del temporale è in fase di conclusione, ci avviamo per arrivare alla struttura dove dormiremo.
Attraversato il centro arriviamo e ci facciamo consegnare la nostra stanza. Al contrario di qualche anno fà ora abbiamo a disposizione l'ultimo piano con una camera molto grande con 2 letti matrimoniali.
Ci organizziamo per la cena andando ad acquistare qualcosa che cucineremo all'interno della struttura, avendo a disposizione anche un bella cucina attrezzata.
Al nostro rientro, dopo la spesa, troviamo una coppia, marito e moglie che stanno concludendo la loro cena. Ci presentiamo e scopriamo che sono due pellegrini che percorreranno il cammino di Francesco fino a Roma. Una bella sorpresa.....avremo dei compagni di cammino: Liliana e Gianluca.
Dopo cena, considerando l'ora, sistemiamo la cucina e dopo aver augurato la buona notte ai nostri nuovi compagni ci avviamo nella nostra camera.
Ci addormentiamo con il desiderio di poter percorrere il nuovo cammino anche insieme a questi nuovi pellegrini.
Pernottamento : La Terrazza Fiorita 🛌
Tappa 1 (Rieti ➔ Poggio San Lorenzo)
Dopo un buon sonno riposante e rilassante (in questa struttura ci siamo sempre trovati molto bene), sistemiamo i nostri zaini e scendiamo per la colazione.
Ritroviamo con gioia in nostri compagni e con loro consumiamo la colazione gustando dei molti prodotti che la struttura ci offre. In effetti ci sono molte cose e anche questa volta abbiamo proprio l'imbarazzo nel scegliere.
Usciamo dalla struttura qualche minuto dopo la partenza dei nostri compagni. Ma non è un problema perché, come già più volte descritto, avremo il tempo di ritrovarci lungo il percorso.
Come sempre l'uscita da una città è sempre un po' difficoltoso. Non sempre le indicazioni sono chiare e magari ci si perder tra le vie del centro. Oltrepassato il ponte romano su Via Roma affianchiamo per un attimo il fiume Velino poi ci dirigiamo verso Sud pe inserirci sulla direttiva della SS4 bis, ossia la Via Salaria. Il primo tratto di strada è da prendere con molta attenzione in quanto si cammina sul bordo strada e, visto l'orario della mattina, il traffico è alquanto intenso. Dopo un paio di chilometri, però, troviamo sulla nostra sinistra un tratto di pedonale che aumenta la nostra sicurezza e tranquillità.
Dopo circa 5 km abbandoniamo la SS4 bis e ci inoltriamo sulla ciclo-pedonale in mezzo alla campagna reatina. La vallata in cui ci troviamo comincia a restringersi e l'ambiente è molto tranquillo è rilassante. Affianchiamo un torrentello con acqua limpida e i segnali ora sono molto più presenti e chiari. Ogni tanto troviamo alcuni pannelli in legno con frasi francescane e non solo, ma tutti con un augurio di "buon cammino". A qualche decina di metri davanti a noi vediamo ora i nostri compagni. Li riprendiamo in fretta e con loro riprendiamo il cammino. Da questo momento cammineremo sempre insieme.
Nei pressi di San Giovanni Reatino costeggiamo un tratto della superstrada SS4 bis ma poco dopo rientriamo su una strada sterrata che ci porta nei pressi del ponte romano del Sambuco (I sec d.c.) situato sulla vecchia Via Salaria. Ora è un sito archeologico pressoché abbandonato in quanto isolato dalla normale via di percorrenza ma rappresenta comunque un buon riferimento per chi percorre a piedi questo tratto di cammino.
Ma prima di arriva al ponte del sambuco vorremo ricordare un bellissimo o incontro avuto presso un cascinale. Mentre ci avviciniamo a questo casale mi accorgo della presenza di una strana coppia sdraiati sulla stradina che si stacca dal nostro percorso. La mia vista non è eccellente sulla distanza ma non mi sbaglio nel riconoscere un cane con un maialino accanto (o forse un piccolo cinghiale ??). Mi avvicino per una foto e subito il presunto maialino si allontana. A questo punto il cane si gira con il chiaro intento di farsi accarezzare.
E' fatta. Ora il cane ha instaurato un rapporto con noi e, mentre ci allontaniamo, ci segue senza perderci di vista. Per più volte cerchiamo di allontanarlo per la paura di portarcelo dietro per una lunga distanza.
Ad un bivio ci invita a seguirlo e noi proseguiamo in quella direzione sapendo che è corretta. Arriviamo così al ponte del Sambuco e oltrepassato il sito archeologico questo nuovo compagno si gira per ritornare indietro. Notiamo anche la presenza di una ciottola d'acqua, quasi a segnalarci che probabilmente è questo il suo punto in cui decide di non proseguire per rientrare nei suoi territori. Sarà una sua abitudine con tutti quelli che percorrono questo tratto?
Dal ponte del sambuco risaliamo velocemente il fondo della vallata fino rientrare sulla strada della via Salaria Vecchia e, essendo vicini a Omaro Basso decidiamo insieme ai nostri compagni di fare una sosta per il pranzo.
Nel piccolo centro troviamo un piccolo bazar dove acquistiamo qualche pannino che gustiamo sulle panchine di un piccolo giardino. A conclusione riusciamo anche a bere un caffè che ci rigenera. La temperatura del primo pomeriggio è molto mite e riusciamo a sostare con molta tranquillità per quasi un'oretta.
Riprendiamo il nostro cammino percorrendo un tratto sulla via Salaria vecchia e poi lungo strade sterrate in mezzo a rigogliosi boschi. Da quando abbiamo lasciato Rieti l'ambiente che abbiamo incontrato è sempre stato immerso in zone molto naturalistiche e poco antropizzate.
Siamo non molto distanti dal punto di tappa di oggi. Usciti dal bosco percorriamo un tratto di strada asfaltata ma molto isolata e senza passaggio di auto. In corrispondenza del cartello di inizio del borgo di Torricella in Sabina svoltiamo per una strada sterrata in leggera discesa fino a raggiungere un'ulteriore strada asfaltata che ci porta direttamente nel centro di Poggio San Lorenzo. Siamo arrivati.
Sono circa le 15 del pomeriggio ed insieme ai nostri compagni chiediamo in un bar indicazioni per la struttura. Gentilmente ci porta all'interno dell'ostello che si trova proprio di fronte al bar e nella piazzetta del piccolo centro abitativo. Ci informa che per la cena è possibile mangiare presso il bar che è anche una piccola trattoria convenzionata.
Arrivati in camera il gestore dell'ostello ci da alcuni indicazioni. Ci sono due camerate con più letti e incontriamo altri due pellegrini già docciati e sistemati in una camera, Rocco e Gianfranco, più una suora di origine polacca che non parla molto italiano. Apprendiamo che forse alcuni pellegrini hanno prenotato ma non sono ancora arrivati, pertanto nell'attesa di ulteriori cambiamenti decidiamo di suddividerci nelle due camere per non dormire stretti tutti in una.
La struttura non è bellissima ma ha l'essenziale per poter rimanere la notte, anche perché è a donativo (cosa rarissima). C'è anche una piccola cucina ma che ci lascia qualche dubbio per il suo utilizzo e la preparazione della cena.
Sistemateci nei letti e fatta la doccia decidiamo che per la cena ci uniamo agli altri due pellegrini (marchigiani) trovati nell'ostello. Andremo nella piccola trattoria.
Prima della cena scendiamo in piazzetta per bere qualcosa al bar. Incontriamo anche il parroco del paese che è di origine polacca e con lui chiacchieriamo dei problemi di questo territorio. I due marchigiani ci informano che dovrebbe passare anche un gruppetto di volontari con il "bardone" del giubileo in direzione di Roma.
Poco dopo il parroco ci lascia in quanto deve andar a dire messa a Torricella e la suora ed un "marchigiano" si offrono ad accompagnarlo.
Noi facciamo un giro del paese. Il paese è di origine romana (castrum) e nel medioevo il borgo è stato fortificato da alte mura con arcate molto alte e che sostenevano l'antico castello. Ancora oggi sono ben visibili e la loro struttura imponente serve a sostenere non più il castello ma le recenti abitazioni.
facciamo il giro del borgo e nei pressi di un piccolo parco giochi incontriamo una signora che ci saluta e ci chiede da dove veniamo. E' l'inizio di una simpatica chiacchierata sempre inerente alla vita degli abitanti. Ci dice che è un'appartenente alla famiglia Orfei e questo è anche il suo cognome. Trascorriamo così una bella mezz'ora in allegra compagnia.
Sapendo dell'arrivo del "bardone" ci dirigiamo nella piazzetta e riusciamo a vedere il suo arrivo. E' occasione per qualche foto con tutto il gruppetto di pellegrini. Cominciamo a respirare aria di giubileo !!.
Ma è giunta anche l'ora della cena e ci avviamo nella piccola trattoria dove, dopo esserci seduti tutti e 6 allo stesso tavolo ci gustiamo un'ottima pasta all'amatriciana accompagnata, poi, da salumi e verdure alla griglia.
La cena si conclude con un sorso di vino e un buon digestivo.Usciti troviamo anche un gruppetto di abitanti che, insieme al sindaco, si stanno godendo la partiata alla tv in un piccolo locale ad uso dei cittadini.
Noi saliamo in camera e dopo aver sistemato le nostre cose ci sdraiamo a letto e ci addormentiamo.
Sicuramnete domani mattina il gruppo di partenza sarà più numeroso.
Totale : 21,6 km
Dislivello + 662 mt - 569 mt
Pernottamento : Casa del pellegrino
Tappa 2 (Poggio San Lorenzo ➔ Ponticelli Sabino)
Al mattino la sveglia è alquanto anticipata rispetto al nostra normale abitudine quotidiana. Alcuni nostri compagni si sono svegliati molto presto e, come spesso accade nei cammini e quando si dorme in camerate comuni, chi inizia le proprie attività di buon'ora va di conseguenza che anche agli altri ospiti optino per un risveglio anticipato. Ma è bello anche questo perché sta a significare la piena condivisione di un cammino.
Facciamo colazione nella cucina tutti insieme con un buon caffè e utilizzando i prodotti presenti sulla tavola. Ma alcuni di noi sono ancora alquanto addormentati e con fatica cercano di attivarsi per essere pronti ad iniziare questa giornata.
Fuori il sole è già abbastanza alto e alle 07 circa siamo già in movimento. Considerando il percorso di oggi, non molto lungo, cercheremo di raggiungere il paese di Poggio Moiano per far scorta di cibo per il pranzo in quanto qui a Poggio San Lorenzo non c'è molto.
Iniziamo il nostro percorso su strada secondaria asfaltata poi, dopo circa mezz'ora, ci inoltriamo lungo una strada sterrata.
Dietro a noi ancora in vista il borgo di Poggio San Lorenzo con ben evidenti le alta mura medioevali.
Il percorso ora è molto vario, un susseguirsi di discese e piccole salite (a volte anche impegnative) ma sempre immersi in ambienti molto naturali. Passiamo da coltivazioni a olivo, vigneti, piccole radure e qualche bosco. Ogni tanto qualche breve strappo in salita ci fa guadagnare il dislivello perduto precedentemente, ma nel complesso il percorso è molto rilassante.
Passiamo nei pressi dell'anfiteatro romano di Trebula Mutuesca (II secolo a.c.) e poi, appena qualche centinaio di metri più avanti, ci fermiamo presso il Santuario di Santa Vittoria del III secolo d.c.. Purtroppo anche questa bella chiesetta è chiusa e oltre a qualche foto non riusciamo a fare nessuna altra visita. Il luogo è sicuramente molto bello soprattutto per la tranquillità e la serenità che trasmette a chi arriva.
Non ci fermiamo a lungo in quanto vorremo arrivare a Poggio Moiano prima della chiusura dei negozi.
Le strade sterrate che percorriamo ora affiancano coltivazioni di Olivetti molto ben curati. Davanti a noi cominciamo a vedere le prime abitazioni in prossimità del prossimo borgo. In effetti dopo un paio di chilometri arriviamo ad un'ulteriore chiesa sempre in stile romanico. Si tratta della chiesetta costruita in onore di San Martino ed è famosa in quanto sulla facciata sono presenti alcuni bassorilievi e fregi epoca romana incastonati nella muratura. Ma anche questa è chiusa !! Ma mentre siamo immersi nell'osservazione di questo bel luogo giungono alcuni ragazzi che ci chiedono se siamo interessati a vedere l'interno della chiesa. Siamo molto contenti e non ci facciamo sfuggire questa occasione. Dopo la visita i ragazzi ci spiegano che sono dei volontari appartenenti alla "Rete Associativa della Via di francesco in Lazio" e, spiegandoci il loro servizio, ci fanno vedere anche il piccolo ostello situato dietro la chiesa. C'è anche un piccolo giardino con tavoli e panche.
Lasciamo il luogo ringraziandoli per la visita e ci avviamo verso il centro di Poggio Moiano che raggiungiamo in poco più di un quarto d'ora.
Arrivati nel piccolo centro che, a quest'ora della mattina, risulta essere molto vivace cerchiamo subito un negozio per i nostri acquisti. Troviamo un panificio che sta sfornando alcune pizze in placca belle calde, profumate e gustose alla nostra vista. Era quello che cercavamo e ne acquistiamo un bel pò. A fianco anche un piccolo supermercato per acquisto di qualche altro genere alimentare.
Con la pizza calda in mano ci portiamo presso un giardinetto e ci sediamo sulle panche per gustarcela. Veramente molto buona.
Dopo questa bella sosta e questa mangiata non ci rimane che cercare un bar per un caffè. Non troviamo difficoltà perchè proprio a pochi metri dal piccolo parco c'è ne sono un paio.
Dopo aver completato la nostra pausa con il giusto caffè ripartiamo insieme al resto del gruppo.
Dal centro del borgo ora si scende verso la valle sottostante percorrendo un viottolo lastricato con alcuni piccoli tornanti delimitati dalle vecchie case.
Arrivati in fondo possiamo ben osservare che il borgo è stato eretto sulle pendici di un colle e ci appare in tutta la sua antica bellezza.
Ci troviamo ora al ponte del fosso della Mola e ora il percorso risale lungo una strada carrareccia e molto isolata.
Il percorso si svolge sempre in un ambiente molto naturale. Molte zone boschive e ombrose e verso la fine grandi coltivazioni ad olivo. Anche queste zone non sono molto antropizzate ad eccezione di qualche piccola frazione e qualche casale agricolo. Molto presenti ancora le ginestre in fiore. Grandi cespugli che ci invogliano a effettuare molto foto.
Rimaniamo sempre in gruppo, almeno per ora. Da questa sera il gruppo comincerà a percorrere strade diverse in quanto la coppia Liliana e Gianluca rallenterà il proprio percorso arrivando a Roma un giorno più tardi. La suora polacca rimarrà ferma a Ponticelli Sabino per visitare l'Abbazia di Farfa, mentre noi con Rocco e Gianfranco continueremo fino a Roma.
Lungo il percorso siamo sempre molto uniti e, tranne per un punto dove abbiamo sbagliato leggermente la direzione, raggiungiamo nel primo pomeriggio il nostro punto tappa di oggi, ossia Ponticelli Sabino.
Arrivati alla struttura proviamo a telefonare a Riccardo proprietario e gestore della casa. Ci comunica che la moglie sta per avere e noi ci sediamo davanti al piccolo bar in attesa del suo arrivo.
Sono circa le 15 del pomeriggio e nel mentre aspettiamo l'apertura della struttura proviamo a formulare un'ipotetica visita all'Abbazia di Farfa con Rocco e Gianfranco utilizzando un mezzo di trasporto qualsiasi.
Nel mentre di questi nostri pensieri ci raggiunge la signora che ci apre il piccolo bar/edicola che è annesso alla struttura stessa. La signora si mette subito a disposizione e chiama un conoscente che svolge attività di tassista. Ci chiede circa 20 euro ciascuno per un viaggio di 15 km e 20 minuti di viaggio. Ci sembra una cifra esagerata e lo comunichiamo alla signora che non la prende molto bene. Ma le sorprese della struttura non finiscono qui.
Conclusa la diatriba chiediamo se gentilmente ci può portare alle nostre camere. Questa volta il nostro desiderio è esaudito tempestivamente ma notiamo che la rinuncia al viaggio non è stato ben digerito.
Ci organizziamo con la sistemazione nelle camere e la doccia.
Ci rilassiamo per una mezz'ora in camera trovando un momento di tranquillità insieme alla suora polacca. Con l'aiuto del traduttore online sul cellulare, ci racconta del suo pellegrinaggio verso Roma in solitaria. Proviene da un convento situato nella città di Lublino. dove insegna in una scuola. Ascoltiamo volentieri il suo racconto e contraccambiamo anche noi raccontando della nostra storia. E' molto cara e semplice e i suoi occhi brillano di gioia per l'esperienza che sta facendo e la voglia di raggiunger la città del Papa. Rimaniamo stupiti per il suo coraggio di avventurarsi solitaria in un paese che non conosce né come territorio e nemmeno per la lingua. Una bel esempio di forza di volontà. Sarebbe bello proseguire insieme verso la conclusione del cammino ma domani le nostre strade si divideranno per tempi e per luoghi diversi.
Poi, la coppia dell'Abbruzzo ci propone di recarci al Santuario francescano di Santa Maria delle Grazie a circa 3 km per la vista e partecipare alla messa delle 18. Considerando che ho già fatto la doccia decido di rimanere a riposare mentre Antonella, con la suora polacca e l'altra coppia, decidono di incamminarsi e raggiungere il santuario.
Dopo circa mezz'ora decido di uscire anch'io per visitare il piccolo paese. Appena fuori la struttura mi reco nella piccola chiesa di santa maria del Colle, probabile chiesa parrocchiale. All'interno della bella chiesa del 1200 mi siedo su una delle panche per un momento di riflessione personale e per osservare con tranquillità i resti di alcuni affreschi sulle pareti.
Dopo circa una ventina di minuti sento aprire la porta di ingresso alla chiesa. Sono Liliana e Gianluca. Li abbiamo lasciati prima di arrivare a Ponticelli in quanto questa sera dormono in un B&B poco distante.
Con loro esco dalla chiesa e facciamo un giro nel piccolo centro salendo anche all'interno della piccola Rocca del castello Orsini. Da qui un bellissimo panorama sul territorio circostante a Ponticelli con innumerevoli colline in parte coltivate in parte boschive.
Ci soffermiamo anche con alcune signore che ci danno informazioni sulla vita del paese e del territorio. Molto disponibili e simpatiche.
E' quasi ora di cena e mi avvio verso la struttura in quanto la coppia della casa ci sta preparando la cena da condividere insieme.
Liliana e Gianluca si fermano per una cena alla trattoria/pizzeria del paese. Li saluto in quanto probabilmente non riusciremo più a vederci e auguro una buona cena e una buona continuazione del cammino.
Nel frattempo sono ritornati dal Santuario francescano Antonella con il resto del gruppo. Prima di rientrare nella struttura per la cena concordata ci rechiamo ad acquistare qulacosa da mangiare per la tappa di domani. Troviamo un piccolissimo negozietto di alimentari dove riusciamo a trovare il necessario.
Per la cena ci troviamo insieme ad alcuni volontari che gestiscono una parte della Via di Francesco in questo territori. Con loro ci addentriamo nelle problematiche della gestione di questo cammino riconoscendo in loro il grande lavoro realizzato.
Per la cena una buona zuppa di pasta e ceci e per il secondo chiediamo se è possibile avere delle uova anzichè il formaggio. Desiderio esaudito.
Il clima è molto familiare e la cena è veramente condivisa.
Per domani mattina ci siamo accordati con Rocco e Gianfranco di partire molto presto, intono alle 06.00 in quanto la tappa è abbastanza lunga ma soprattutto non vorremo incontrare il caldo torrido del pomeriggio.
Per questo, terminata la cena, ci avviamo nelle nostre camere non prima, però di saldare il conto per la cena e il pernottamento. A questo proposito la guida, alla quale abbiamo fatto riferimento per l'organizzazione di questo cammino, indicava " struttura a donativo" ma in realtà ci viene chiesto un prezzo di 30 euro ciascuno. Ora non mettiamo in dubbio il servizio offerto, soprattutto la cena, ma il nostro disappunto rispetto a questa richiesta nasce dal fatto che fin dall'inizio non c'è stata chiarezza. Se si tratta di donativo....donativo dev'essere. Se invece l'offerta deve partire da un minimo questo dev'essere chiarito fin da subito. Pazienza, paghiamo e ci ritiriamo nelle nostre camere un po' dispiaciuti.
In camera troviamo già la suora polacca addormentata, quindi ci sistemiamo in silenzio e ci addormentiamo.
Totale : 20,1 km
Dislivello + 697 mt - 859 mt
Pernottamento : Casa di Riccardo
Tappa 3 (Ponticelli Sabino ➔ Monterotondo)
Sveglia ore 05.00. La suora sta dormendo e non vogliamo disturbarla. Pertanto raccogliamo le nostre cose ed usciamo sul corridoio e con calma e silenzio ci vestiamo e riassettiamo gli zaini.
Poi scendiamo in cucina dove troviamo Rocco e Gianfranco ed il necessario per una frugale colazione. Riusciamo a prepararci un caffè caldo con la moka.
Poi usciamo. Sono circa le 06.00 e il sole comincia ad uscire all'orizzonte colorando piano piano l'ambiente introno.
Attraversato il piccolo borgo scendiamo lungo un valletta immersi sempre in un ambiente molto naturale. Il dubbio di poter incontrare qualche cinghiale rimane alto soprattutto in queste ore del mattino: ma nessuna sorpresa tranne qualche abbaio di cani in lontananza.
avanziamo abbastanza velocemente accarezzati dalla temperatura fresca del mattino.
In lontananza il borgo di Nerola addossato su un'altura con ben visibile il castello.
Prossima tappa Acquaviva di Nerola. Abbiamo ancora il ricordo della buonissima pizza di ieri....troveremo un ulteriore panificio dove acquistarne ancora? Arrivati nel centro di questo paesello ne troviamo uno e ci affrettiamo per vedere di trovare della buona pizza. La troviamo appena sfornata e ne acquistiamo qualche pezzo per il pranzo.
Riprendiamo il cammino lungo tratti di strada che si alternano tra asfalto e sterrato. Il percorso si addentra molte volte lungo zone vallive dove la campagna è molto presente. Ogni volta si risale per brevi salite ripide per raggiungere i borghi. Un'ulteriore caso è l'arrivo a Montelibretti, dopo un'ulteriore bella salita.
A questo punto una bella sosta per un caffè non sarebbe male e in accordo con Rocco e Gianfranco entriamo in un piccolo bar vicino al nostro arrivo in paese.
Il proprietario molto gentile e accogliente ci chiede da dove veniamo e poi ci informa che uno degli autori della nostra guida è stato proprio il figlio. A consolidare questa informazione è la presenza sul tavolino del bar della pubblicazione che con orgoglio ci mostra.
Ne approfittiamo per usufruire del bagno del bar e poi ci congediamo contenti per aver ancora una volta condiviso la nostra esperienza con qualche residente.
Riprendiamo il cammino perché la strada è ancora molto lunga.
Dopo Montelibretti il percorso diventa ancora molto bello. Cominciamo ad entrare in un ambiente decisamente meno boschivo con molte zone coltivate a grano e a zone prative. In lontananza alcuni greggi di pecore che ci stanno ad indicare le zone di produzione del pecorino. Alla vista delle greggi non manca nei nostri pensieri l'associazione alla presenza dei cani maremmani.
In lontananza anche qualche resto di torre antica , la torre della Fiora appartenente ad un vecchio borgo fortificato del medioevo.
Scollinato ci troviamo di fronte ad un'ulteriore piccolo gregge di pecore sdraiate all'ombra di un grande albero. Poco avanti una sorpresa che ci allerta un po. Troviamo sul lato della sterrata un cane pastore ferito che si trova in una situazione di abbandono. Provo a fare qualche telefonata ma non riesco a trovare nessuno. Non sapendo cosa fare proseguiamo nel desiderio di trovare qualcuno per comunicare quanto trovato.
Incrociamo una coppia di ragazzi ai quali comunichiamo la presenza del pastore e ci sembrano interessati di fare un ulteriore verifica.
Poi in lontananza notiamo una grossa azienda agricola (Grottamarozza) e decidiamo di andar a comunicare anche a loro l'avvenimento. Anche i gestori sembrano interessati e forse qualcuno parte per andar a verificare. Ma non sapremo mai come è andata a finire.
Fuori dal casale un piccolo giardino con tavolini e sedie e ci viene la voglia di sederci per fare un'ulteriore sosta e magari bere un caffè.
Rocco e Gianfranco decidono anche per un assaggio di formaggi di produzione. Noi di nascosto ci mangiamo la pizza che abbiamo nello zaino.
Dopo aver bevuto un po' di acqua fresca concludiamo con un caffè per decidere in seguito di ripartire. Mancano 5 km alla conclusione della tappa di oggi....circa un'oretta.
Ci avviamo lungo un grande viale delimitato lateralmente da grandi pini marittimi. Questo particolare paesaggio è tipico delle grandi vie di accesso a Roma e ne abbiamo incontrati molti anche sulla via Francigena.
Incominciamo a lasciare gli ambienti più rurali per addentrarci oro in un territorio molto più antropizzato. Superato il sottopasso della E45 ci incamminiamo lungo un percorso pedonale parallelo alla strada provinciale in entrata al centro di Monterotondo.
Ora ci aspetta il momento più complesso, quasi una normalità alla fine di ciascuna tappa : quello di individuare con precisione l'itinerario più rapido per raggiungere la struttura dove dormiremo questa notte. In effetti dopo essere entrati nel centro del borgo giriamo a lungo per trovare il numero civico. Il nostro girare a vuoto si conclude quando decidiamo, insieme a Rocco e Gianfranco, di chiamare Rita, la proprietaria del B&B.
La vediamo aprire il cancelletto di fronte a noi e pertanto ci avviamo a farci conoscere. E' una signora molto gentile che ci accoglie con grande disponibilità. Vista l'ora e il caldo ci offre subito qualcosa da bere. Poi ci accompagna nelle nostre camere. Finalmente possiamo liberarci dello zaino.
Ci ritroviamo nel soggiorno della casa per una chiacchierata con Rita e per prendere accordi sulla possibilità di anticipare la colazione per la mattina seguente, evitando così di intraprendere un cammino lungo con il caldo.
Per la cena ci facciamo consigliare un posto per mangiare qualcosa, ma prima facciamo un giro nel centro di Monterotondo che si presenta molto frequentato da turisti ma soprattutto dai cittadini. Nella chiesa di Santa Maria Maddalena partecipiamo alla messa delle 18.00.
Consumiamo la nostra cena presso una piccola trattoria, situata sulla via centrale, dove mangiamo scegliendo qualche pietanza dal menù della tradizione locale.
Prima di avviarci al B&B cogliamo l'occasione per un gelato che gustiamo strada facendo.
Anche la giornata di oggi si conclude con la buonanotte che ci scambiamo con i nostri compagni . Rientrati nella nostra camera ci corichiamo ritrovando il meritato riposo. Domani sarà l'ultimo giorno e la tappa che ci attende, con arrivo nella città eterna, concluderà anche questo bel cammino.
Totale : 29,4 km
Dislivello + 742 mt - 930 mt
Pernottamento : Casa Sasha 🛌
Tappa 4-5 (Monterotondo ➔ Monte Sacro ➔ Basilica di San Pietro)
Come da indicazioni di Rita al nostro risveglio delle 05.30 ci troviamo tutto pronto per la colazione. La tavola è preparata nei minimi dettagli e anche be rifornita di ogni cosa per una stupenda e ricca colazione.
Dopo la bella e ricca colazione ci apprestiamo a raccogliere le nostre cose e riprendiamo il nostro cammino.
Come già preannunciato, la giornata di oggi definisce il completamento di questo cammino arrivando a Roma. Vivremo questa giornata ancora in compagnia di Rocco e Gianfranco ma, arrivati a Montesacro, le nostre strade si divideranno. Noi con l'intento di proseguire fino alla Basilica di San Pietro a piedi mentre per l'altra coppia il cammino a piedi si concluderà e, utilizzando il bus, raggiungeranno la struttura di accoglienza. E' loro intenzione arrivare quanto prima per poter partecipare al pellegrinaggio da fare con partenza da Piazza Pia, lungo Via della Conciliazione e arrivando in Basilica. Noi questo pellegrinaggio l'abbiamo già realizzato lo scorso marzo con la Fraternità di Betania.
Dopo aver attraversato il centro di Monterotondo ci apprestiamo a immergerci in un percorso molto naturalistico attraversando la riserva naturale della Marcigliana. E' l'ultima porzione di ambiente naturale o agricolo prima di entrare nella realtà e nel caos di Roma. Pertanto cercheremo di sfruttare al massimo questo prima porzione della giornata gustando dei vari paesaggi.
Attraversiamo molte zone rurali con campi coltivati e aziende agricole. Dalle colline di questa riserva riusciamo ad intravvedere in lontananza la maestosità della città eterna. Ci sembra di intravvedere anche il "cupolone", chissà se è realtà o frutto della nostra immaginazione.
Il percorso è un continuo sali scendi e camminiamo su una bella strada sterrata. Piano piano perdiamo quota e questo ci fa capire che ci stiamo avvicinando sempre di più alla pianura.
Lungo il percorso ad un certo punto ci troviamo ad affiancare una serie di mezzi ed un rimorchi molto grande utilizzato probabilmente da pastroi. In lontananza infatti notiamo un grande gregge. Avvicinandomi mi accorgo di un piccolo recinto con due agnellini. Sono curioso e mi avvicino per poterli vedere ma subito "qualcuno" mi avverte che forse un passo in più sarebbe azzardato e pericoloso. Non riesco a vederlo ma riconosco con grande esperienza che si tratta di un maremmano. Si è fatto capire ed io arretro velocemente riprendendo il mio cammino.
Proseguiamo e le sorprese non sono ancora finite. Infatti in lontananza notiamo du grossi maremmani distesi sul nostro percorso. Che fare? Non abbiamo dubbi ed in questo ormai l'esperienza in questi incontri ci aiuta. Facendo finta di niente proseguiamo con molta tranquillità, li oltrepassiamo. I due cani ci appaiono molto assorti nel loro riposo, ci degnano solo di uno sguardo mostrando poco interesse al nostro passaggio.
Ci inoltriamo su Via Tor San Giovanni fino a raggiungere alla località della Bufalotta e in questo luogo si conclude la parte più naturalistia della giornata.
Arriviamo ad un bar per una necessaria sosta, un caffè e approfittando dei servizi igienici.
Acquistati i biglietti del bus decidiamo di accorciare il tratto che ci porterà a Montesacro. Questa decisione, già pensata anticipatamente nei giorni scorsi, ci farà evitare la percorrenza lungo un viale molto trafficato e poco attraente.
Alla fermata saliamo sul bus ed in circa 15 minuti arriviamo a Montesacro. Ormai siamo alla periferia di Roma. Con Antonella scendiamo nelle vicinanze del Ponte romano del Nomentano costruito sul fiume Aniene. Rocco e Gianfranco proseguono con il bus e con loro ci diamo appuntamento in piazza san Pietro.
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Totale : 18,7 + 15,2 km (accorciato il tratto di 6 km circa da Tor San Giovanni - Monte Sacro Ponte Nomentano)
Dislivello + (371 mt + 198) - (484 +209) mt
Pernottamento : Ostello Marello