Fonte immagine:
https://www.islepark.it/percorsi/via-dellessenza
1) Via dei Lentischi : Marciana Marina - Sant'Andrea
2) Via dell'Erica: Sant'Andrea - Colle d'Orano
3) Via della Lavanda: Colle d'Orano - Pomonte
4) Via dei Cisti: Pomonte - Secchetto
5) Via dei Ginepri: Secchetto - Marina di Campo
6) Via dei Rosmarini: Marina di Campo - Lacona
7) Via dei Lecci: Lacona - Procchio
8) Via del Mirto: Procchio - Marciana Marina
PROLOGO
Dopo le innumerevoli esperienze vissute durante questa estate (Via di Francesco - Alta Val Sesia - Alta Via 1 in Val d'Aosta) ci prepariamo ad organizzare un nuovo periodo di vacanza. Cercando sul sito troviamo alcune proposte inerenti ad un possibile cammino : Via degli Dei, Via degli Abati, Via di San Jacopo. Sono tutti cammini che possono essere percorsi in questo periodo dell'anno in quanto situati in un ambiente collinare e non di alta montagna. Sono certamente ambienti a noi conosciuti per le varie esperienze vissute in questi anni. Ci chiediamo pertanto se potrebbe essere un'idea volgere il nostro sguardo a qualcosa di diverso, ad un ambiente nuovo nel quale non siamo mai stati. Ci viene l'idea di cercare qualche percorso verso il mare, un cammino di qualche giorno non impegnativo per conoscere nuovi ambienti e nuovi paesaggi. Mi viene l'idea di scegliere l'Isola d'Elba; non ci siamo mai stati per diversi motivi. Ora servirebbe trovare un percorso fatto a tappe.
Geograficamente l'isola d'Elba si presenta con una struttura molto montagnosa suddivisa in più zone. La parte occidentale e caratterizzata dalla presenza del massiccio del Monte Capanne (1019 s.l.m.) mentre la parte centrale e orientale ha una formazione con rilievi più dolci.
I percorsi non mancano. La più conosciuta e la via del GTE, ossia la Grande Traversata Elbana. E' un percorso di 4 tappe che partendo da Cavo, a oriente, si raggiunte Pomonte, ad occidente. Si tratta di un percorso che non dispone di accoglienze disponibili, lungo la sua direttrice, ma è necessario scendere verso costa. Per questo principale motivo scartiamo questa possibilità.
L'altra proposta, che troviamo, è la Via dell'Essenza un percorso molto giovane. Si tratta di un anello strutturato in 8 tappe, circa 70 km che corre parallelamente al profilo della costa occidentale dell'Isola. Ci sembra una bella possibilità anche perché coincide con la nostra idea reale di una settimana anche nella ricerca di paesaggi marittimi e di una voglia di trascorrere giornate sicuramente di cammino (non siamo fatti per una vacanza "sedentaria") ma vissute con maggior tranquillità e tempi più rilassanti.
Per la particolarità di questo cammino, che faremo scegliendo un unico punto fisso per i pernottamenti, potremmo chiamarlo "cammino scomposto".
Trovato il percorso ci concentriamo sulla pianificazione. Il periodo non è tra i migliori per quanto riguarda l'offerta di accoglienze. I paesi che si trovano sul percorso, tranne qualche caso, sono più che altro piccoli agglomerati di case utilizzate nel periodo estivo. Decidiamo pertanto di scegliere un appartamento fisso a Marciana Marina e da qui partire per le varie tappe, che ridurremo sicuramente (4/ 5 giorni complessivi invece di 8) ma senza farci tanti programmi: decideremo giorno per giorno. Decidiamo anche, se esiste la possibilità, di utilizzare il più possibile i bus di linea.
Quindi si parte senza un programma ben definito.....è la prima volta che ci avventuriamo in questo modo "non definito. Proviamo anche a valutare di scendere in treno ma orari e tempi di viaggio ci convincono che l'auto rimane, almeno per questa volta, la soluzione più concreta e logica. In questo periodo i prezzi dei traghetti e degli appartamenti sono ottimali.
La partenza è fissata per il sabato 10 ottobre. Da Verona in auto fino a Piombino poi traghetto a Portoferraio.
Sbarcati nel primo centro all'Isola d'Elba ci prendiamo del tempo per il ritiro delle chiavi dell'appartamento e per ricevere informazioni, sul percorso e sugli autobus di linea, presso l'Info Park. Riusciamo a ricevere tutte le informazioni che abbiamo bisogno e ci viene consigliato di scaricare anche l'app della compagnia dei trasporti AT della Toscana. Se al primo utilizzo ci sembra un po' macchinosa poi, nei gironi a seguire, diventerà uno strumento utilissimo per pianificare i nostri viaggi con i bus di linea.
Dopo la breve sosta a Portoferraio riprendiamo il viaggio in auto raggiungendo la località di Marciana Marina ed entriamo in possesso del nostro piccolo appartamento, ben ristrutturato, molto accogliente e ben attrezzato.
Il paese di Marciana Marina è un piccolo paese ai piedi del massiccio del Monte Capanne. Molto tranquillo, almeno in questo periodo, ma dispone di tutto quello che abbiamo bisogno soprattutto di un piccolo CONAD che sarà il nostro riferimento per gli acquisti di alimentari e non solo. Il turismo è ridotto di molto e questa sarà la bella realtà che vivremo in tutta la settimana.
Anche il meteo è molto buono con temperature che oscillano intorno ai 20/24 C°. Ci sarà possibilità di fare qualche bagno considerando che l'acqua del mare è intorno ai 20/21 C°?
Quindi tutto sembrerebbe nelle condizioni ottimali per trascorrere una bella settimana alla scoperta di un mondo nuovo, almeno per noi.
Per il programma decidiamo che alla sera ci dedicheremo a pianificare la giornata seguente. Ma di questo ne parliamo nei vari capitoli a seguire nei quali descriviamo le varie giornate vissute sull'Isola d'Elba.
Buona lettura.
Primo giorno 13 ottobre (Colle d'Orano - Sant' Andrea - Marciana tappe 2-1 ).
Come prima giornata abbiamo pensato di percorrere le prime 2 tappe ma in senso inverso. La motivazione nasce dalla ricerca di possibili autobus che potrebbero essere utilizzati per l'avvicinarci al punto di partenza o per rientrare. Come già accennato, in questo periodo la disponibilità di bus di linea è ridotta di molto e concentrati nelle fasce orarie del primo mattino e del pomeriggio inoltrato (per studenti e lavoratori). Per comodità scegliamo un bus delle 08.54 per raggiungere Colle d'Orano (meta finale della tappa n° 2 ) da Marciana Marina. In circa mezz'ora di viaggio , passando da Poggio e Marciana che si trovano ad una quota di circa 350 m di altitudine, raggiungiamo la piccola frazione di partenza.
Notiamo da subito che in questa parte dell'isola (parte occidentale) i borghi sono molto piccoli e composti da piccole case normalmente utilizzate nel periodo estivo.
Al momento siamo soli e dopo essere scesi alla fermata cerchiamo di capire quali sono i riferimenti e le indicazioni del percorso. Troviamo una bella tabella sulla quale è riportata la mappa della zona con indicato il sentiero. E' stata realizzata dal CAI e di queste ne troveremo molte soprattutto all'inizio e alla fine delle vari etappe. I sentieri sono tutti segnati con i le frecce e i colori bianco/rosso tipici delle indicazioni del CAI. Nella piazzetta di Colle d'Orano troviamo un piccolo bazar e ne approfittiamo per chiedere se vendono cartine dei sentieri. C'è disponibile e decidiamo di acquistarla. Non si sa mai potrebbe in qualche momento essere utile se non indispensabile. Poco più avanti anche l'indicazione del sentiero 150.
Da subito il sentiero scende verso la costa attraverso una piccola strada asfaltata, poi ci inoltriamo nella radura composta da alberi non alti. La maggior parte sono lecci caratteristici della macchia mediterranea, ma non mancano arbusti come i ginepri. Ad un bivio non troviamo indicazioni utili e decidiamo di scendere ulteriormente verso la costa ormai vicina. Raggiungiamo una piccola baia di Patresi dove troviamo solo una persona che si sta preparando ad 'una immersione e nessun altro. Siamo nel punto più basso del persorso. In questo punto il panorama si apre sulle lunghe scogliere a picco sul mare azzurro verde. Tranne per qualche costruzione l'ambiente ci appare molto tranquillo e il paesaggio è molto naturale e bello. Sopra di noi il faro di Punta Polveraia. Capiamo che dobbiamo risalire per forza e, dopo essere passati dalla recinzione del faro, ci dirigiamo su strada asfaltata e ripida fino a raggiungere la frazione di Patresi. Le frecce indicano ora che dobbiamo riprendere la via della costa. Dal sentiero molto spesso immerso in leccete molto fitte ogni tanto la vista si apre sulle varie baie che ora si presentano più selvagge. Il contrasto tra il verde dei boschi e della macchia mediterranea e l'azzurro/verde del mare crea un contrasto incredibile. Occasione per qualche foto.
Raggiungiamo in breve anche Zanca ma il nostro percorso continua leggermente più in basso quasi a sfiorare le prime case di questa frazione. Una piccola deviazione per raggiungere un punto panoramico ma purtroppo quando arriviamo ci accorgiamo che la vegetazione cresciuta è diventa di ostacolo alla vista panoramica: peccato. Nel rientrare sul percorso iniziale non vediamo il segnale CAI sul sasso e cominciamo a scendere nella lecceta. Mi accorgo dell'errore e risalgo per trovare la traccia che trovo poco più avanti. Rientrati sul sentiero n° 150 raggiungiamo Sant'Andrea.
Entrati nel borgo troviamo un piccolo bazar. Durante il percorso abbiamo notato che spesso le baie non sono di sabbia ma composte da sassi e piccole rocce. Vedendo il bazar, per assicurarmi di poter riuscire a fare il bagno, chiedo se hanno le scarpette da mare. Me ne fanno vedere di due tipi e scelgo quelle meno costose, non sapendo quanto riuscirò ad utilizzarle. Decisione azzeccata in quanto durante questa settimana non le userò mai visto che i vari bagni li farò nelle piccole spiagge che troveremo. Anche a sant'Andrea infatti c'è una piccola spiaggia dove l'acqua è veramente trasparente. Quale occasione per il primo bagno. La temperatura dell'aria è buona circa 24 °C mentre l'acqua probabilmente si aggira sui 20°C. Al primo impatto è abbastanza fresca ma una volta immersi è piacevole rimanere dentro.
Uscito mi sdraio sul telo e mi asciugo con l'asciugamano ( telo e asciugamano saranno tra le cose che ci porteremo sempre nello zaino). Mangiamo un panino e rimaniamo per un po' a godere di questa bella spiaggia.
Verso le 15 decidiamo di riprendere il cammino per completare il percorso della giornata seguendo la tappa n°1 che ci porterà a Marciana Marina. Prima però facciamo una visita alla piaggia di granito di Capo Sant'Andrea che si trova lateralmente alla spiaggia di sabbia. E' veramente spettacolare una sorta di paesaggio lunare. Il suolo è composto da granito levigato dal mare: residenti le chiamano "cote piane". Quì il mare è cristallino ottimo per sub, snorkeling ma anche per la pesca. In questo momento la zona è molto frequenta. Non abbiamo tempo di fermarci ma ci torneremo sicuramente prima della conclusione di questa settimana.
Riprendiamo il nostro cammino cercando il punto di partenza del sentiero 150. Lo troviamo appena lasciata la piccola spiaggia m, dopo circa un centinaio di metri ci ritroviamo su una strada asfaltata. La percorriamo per circa un chilometro dopodiché, nel dubbio, ritorniamo indietro per cercare ulteriori indicazioni che abbiamo perso. Chiediamo informazioni ad un residente che, gentilmente, si presta ad aiutarci indicandoci il percorso (non so se questo rispetta il tracciato originale) passando nella sua proprietà. In breve, però, arriviamo alla piccola spiaggia della "Cotonella" (in elbano "piccola scogliera"). Scendiamo nella piccola baia che si rivela veramente molto bella per la presenza di rocce granitiche e ritroviamo le indicazioni del sentiero. Da questo punto risaliamo e in circa una ventina di minuti ci ritroviamo su una strada asfalta ma non trafficata. Probabilmente è la stessa sulla quale, all'inizio di questo tratto, abbiamo avuto qualche dubbio.
Proseguiamo su questa strada per alcuni chilometri poi una deviazione sulla sinistra ci immette su un sentiero in mezzo al bosco di pini marittimi. Ora si scende rapidamente fino ad alcune costruzioni abitative e oltre notiamo la baia con la spiaggia denominata "La cala". La zona è molto isolata e al momento non c'è nessuno. Qualche foto e riprendiamo ora risalendo nuovamente. Finito il sentiero ci ritroviamo su un'ulteriore strada asfaltata. Si tratta di comunque di strade che hanno il solo scopo di raggiungere le varie residenze, più che altro a uso estivo. Quindi nessuna auto tranne qualche raro caso.
Ad un certo punto ci troviamo un'indicazione che punta verso sinistra nella direzione del mare. La prendiamo ma subito dopo ci accorgiamo che, anche in questo caso, non si tratta di un percorso che ci porterà alla meta finale. Infatti un ragazzo ci informa che oltre non si va da nessuna parte, anzi il percorso potrebbe essere pericoloso visto che siamo sopra la scogliera. Poco avanti una piccola radura ci apre la vista sulla costa occidentale. La vista è molto bella e le scogliere ci appaiono in tutta la loro naturalità, l'incontro selvaggio tra la terra e il mare.
Non manca moltissimo e Antonella mi fa notare che il sole sta già scendendo molto e non vorrebbe trovarsi in zone isolate con il buio. Affrettiamo il nostro passo, ormai sono già le 17 circa. Il percorso segue così ancora la strada e poco più avanti notiamo dei movimenti in fondo nel sottobosco. Sono degli ungulati ma non riusciamo a distinguerne la specie. Forse sono i mufloni?
Inc irca mezz'ora ci ritroviamo in vista di Marciana Marina. Ora percorrendo un sentiero riscendiamo verso il mare e arrivati vicino al molo decidiamo di fermarci per riposare. Attendiamo il tramonto del sole approfittando di questa pausa per gustarci anche un gelato. In breve i colori si accendono e diventa forte il contrasto tra il blu del mare e i colori accesi del tramonto. In lontananza la vista sull'isola di Capraia e sulla Corsica che vediamo in lontananza.
Anche con il tramontare del sole la temperatura velocemente si abbassa, quindi decidiamo dopo avere attraversato il borgo di Marciana marina di rientrare alla casa.
E' stata una bellissima giornata vissuta alla prima vera scoperta di un ambiente che non conoscevamo per niente. Roccia, mare azzurro e un ambiente molto verde sono stati i protagonisti di questo percorso.
Tempo percorso : 6 ore
Distanza : 8,6+6,1=14,7 km
Dislivello : 370+270= +640 m
Secondo giorno 14 ottobre (Colle d'Orano - Fetovaia tappe 3-4 parziale ).
Ieri sera prima di coricarci abbiamo analizzato la soluzione ideale per proseguire in questo bel cammino: non avendo grandi possibilità di trasporti pubblici decidiamo di prendere lo stesso bus delle 08.54 da Marciana Marina a Colle d'Orano (identico tragitto di ieri). Da questa località proseguiremo in senso contrario a ieri dirigendoci verso Sud-Ovest raggiungendo così, almeno nei nostri obiettivi, Fetovaia.
Arrivati a Colle d'Orano raggiungiamo su strada principale l'imbocco del sentiero 176 (appena dopo la frazione di Mortigliano) che ci porterà dopo una bella salita di circa 500 mt di dislivello al "semaforo" di Campo delle Serre.
Il sentiero inizia fin da subito ad inerpicarsi in mezzo alla macchia mediterranea composta da lavanda, piccole radure di Lecci, rosmarino e qualche pianta di corbezzolo con i bellissimi frutti gialli, rossi e arancioni. Ci accorgiamo ben presto che anche oggi non troveremo persone su questi percorsi. Ci sembra una bella esperienza da vivere in pieno in un ambiente selvaggio ma molto verde.
Sono anche presenti molte rocce granitiche alcune delle quali con dimensioni e forme molto particolari. Sono caratteristiche di questa parte dell'isola d'Elba che si trova esattamente alle pendici del monte Capanne. Di queste rocce ne troveremo tantissime anche neui prossimi giorni.
Continuiamo a salire e raramente riusciamo a intravedere la costa giù in basso. Dopo circa 1 ora e mezza raggiungiamo la sommità del monte e ci inoltriamo in un boschetto di Lecci.
Ora il bosco si apre e raggiungiamo il famoso faro. Si tratta di una struttura in cemento e mattoni con una struttura metallica all'esterno a forma piramidale. Probabilmente era la struttura utilizzata per le antenne. La struttura era in uso alla Regia Marina all'incirca dal 1888 al 1953. La sua funzione era quella del controllo marittimo innanzitutto e poi, negli ultimi, anni fungeva anche da centro meteorologico. In seguito tutta la struttura fu abbandonata in quanto sostituita dal faro di Punta Polveraia (che abbiamo visto ieri).
Dal "faro" ritorniamo indietro di qualche centinaio di metri sul percorso dell'andata in quanto dalla sommità non riusciamo ad intravedere il proseguimento del sentiero. Raggiunto il bivio iniziamo la lunga discesa seguendo il sentiero 126. Dapprima immersi ancora in boschi di Lecci e poi, man mano che scendiamo ci ritroviamo in un'ambiente molto aperto nel quale scompaiono le piante più alte e la vegetazione si riduce ad arbusti, lavanda, rosmarino e altre piante che non conosciamo.
E' molto evidente la differenza tra l'ambiente del nord dell'isola rispetto al sud. Molti più boschi a Nord e macchia mediterranea al sud.
In fondo al vallone vediamo il borgo di Chiessi che si trova sulla costa a pochi metri dal mare azzurro. Scendendo l'orizzonte si apre su tutta questa parte di costa e lo sguardo raggiunge la costa della Corsica che risulta essere coperta da un vero e proprio sistema nuvoloso. Qualche minuto dopo sentiamo in lontananza anche il rumore di qualche tuono, sicuramente sulla Corsica si sta realizzando un temporale. Né sentiamo anche l'aria fresca, che in qualche momento arriva a noi dal mare.
In circa un'ora, dalla partenza dal "faro" ci troviamo nel centro di Chiessi. Ora ci appare in tutta la sua architettura composta da piccole case che sicuramente hanno un utilizzo prettamente estivo. Poca gente nelle vie, solo un gruppo di turisti tedeschi che si sono fermati per fare qualche foto. Nessuna attività commerciale tranne un piccolo bazar che funge da bar e negozio di alimentari.
Anche la spiaggia, molto piccola, ha la caratteristica di non essere formata da sabbia ma da ciottoli e rocce. Ci sono delle piccole barche colorate adagiate un pò in giro. Anche il mare oggi non sembra attirarci molto forse per il cielo nuvoloso e quindi decidiamo di non fermarci e proseguire.
Nella piccola piazzetta della chiesa, dedicata alla Madonna di Loreto, ci fermiamo per mangiare qualcosa.
Proseguiamo seguendo le indicazioni sempre sul sentiero 126 passando dapprima dal cimitero e poi, in vista di Pomonte, scendiamo lungo terreni in parte coltivati e in parte lasciati "al naturale". Ci sono molte piante di fichi d'India alcune molto grandi e alcune vecchie e secche.
Arriviamo a Pomonte e anche questa frazione sembra, almeno ora, non troppo frequentata. Ci sono comunque dei bar dei piccoli ristoranti segno che rispetto a Chiessi d'estate il turismo è più presente.
Oltrepassata la strada principale scendiamo sulla costa cercando una spiaggetta dove poter fermarci per il pranzo. Poco fuori dall'abitato ci troviamo in una baia di ciottoli e rocce. Il luogo è molto animato da ragazzi e adulti, che capiamo essere turisti tedeschi. ASi stanno preparando ad entrare in acqua con dei gommoni anche se, a parere nostro, il mare non è molto inviatante ancje per l'aria fresca.
Ci sediamo a lato su delle rocce per e prendiamo i panini per il pranzo.
Davanti a noi il piccolo scoglio chiamato dell'Ogliera che affiora dal mare. Appena oltre sappiamo dell'esistenza di un relitto sul fondale. Si tratta della parte di un cargo che nel 1972 si incaglio proprio su questi scogli. Ora è adagiato sul fondale ed è metà di molti sub per la presenza di molti pesci che in esso vi trovano rifugio.
Proprio nel mentre che stiamo gustando il nostro panino dal mare affiora un gruppo di sub che con difficoltà cercano di uscire raggiungendo la piccola spiaggia. La loro fatica nell'uscire dall'acqua è sicuramente motivata dal peso dell'attrezzatura, che probabilmente non crea problemi durante l'immersione. Osserviamo le loro attività che si concludono finalmente dopo che si sono liberati di bombole, pinne, guanti, maschere, respiratori e mute.
Sono circa le 13.00 ed è ora di riprendere il cammino. Risaliamo la piccola baia fino a raggiungere la strada principale. Da quì il percorso si svolgerà in parte su asfalto ed in parte su sentiero o sterrata sempre comunque rimanendo lungo la linea della provinciale.
Il paesaggio è completamente aperto da una parte sulle pendici del Monte Capanne e dall'altra giù verso la costa. Vediamo molte baie inaccessibili molto selvagge e scogliere sulle quali il mare si infrange continuamente. Ogni tanto qualche piccolo sentiero si stacca dal percorso principale per scendere verso qualche baia, forse più facilmente raggiungibile. Ma noi evitiamo di avventurarci scegliendo di continuare per raggiungere Fetovaia, dove sappiamo esserci una spiaggia tra le più belle dell'Isola d'Elba.
Dopo circa 3,5 km raggiungiamo un piccolo promontorio, la strada asfalta curva decisamente a sinistra e al di là vediamo Fetovaia adagiata sulla costa. Il percorso va diritto seguendo inizialmente un strada sterrata che affianca alcune piazzole dove sono parcheggiati dei camper in tranquillità con la vista sul mare. Ora la strada si restringe dando inizio ad un sentiero che ci permette di scendere verso la baia passando in un bosco di pini marittimi.
In breve raggiungiamo le prime case di Fetovaia e poi, attraversato una zona adibita a parcheggio, arriviamo alla bella spiaggia.
Ci sono alcune persone che tranquillamente si godono la tranquillità del posto. In mare pochissime persone, forse la giornata nuvolosa non invoglia il bagno.
Anche noi ci sediamo sulla sabbia per goderci di questo momento. Tempo ne abbiamo in quanto ormai sono le 16 circa e il bus arriverà verso le 18.30. Circa 2 orette. Cerco quindi di capire se è possibile fare il bagno assaggiando l'acqua. Non mi sembra tanto fredda e così decido di cambiarmi e di buttarmi in acqua. Dapprima la temperatura non invoglia ma poi, una volta completamente immersi, ci si abitua e l'acqua risulta rigenerante.
Una volta uscito mi asciugo in fretta anche perché la temperatura dell'aria è alquanto fresca. Vista l'ora raccogliamo le nostre cose e ci dirigiamo verso il bar vicino alla spiaggia dove ordiniamo un tisana calda e nè approfittiamo per andare anche alla toilette.
Comincia a tramontare il sole e ci dirigiamo alla fermata del bus sperando di aver controllato bene gli orari della linea 116.
Non ci siamo sbagliati, il bus arriva puntuale e noi saliamo acquistando il biglietto e ci sediamo. Sul bus nessun altro.
Durante il viaggio notiamo che sul settore nord dell'isola ha piovuto bene e infatti dopo circa 15 minuti ci troviamo immersi nella parte conclusiva del temporale. Dura poco tanto da permetterci di vedere il sole tramontare al di là della Corsica. Il cielo ora ci offre una varietà di sfumature di colori sul rosso. arancio viola e rosa a seconda della stratificazione delle nuvole che creano ostacoli naturali al passaggio della luce del sole. Non riusciamo a fotografare essendo sul bus e così non possiamo altro che gustare lo spettacolo ricordandolo nella nostra mente. Ormai è buio e arriviamo a Marciana Marina verso le 19.30. Tempo di fare due acquisti al piccolo supermercato e ci ritiriamo nella nostra casa.
Possiamo dire che anche oggi è stata una bellissima giornata ben vissuta immersi in un un ambiente veramente naturale.
Dopo la cena, facciamo un'analisi di quello che potremmo realizzare domani, scegliendo la modalità di trasporto e il percorso da fare.
Tempo percorso : 5 ore
Distanza : 13,8 km
Dislivello : 536+200=636 m
Terzo giorno 15 ottobre (Marina di Campo - Fetovaia tappe 5-4 completamento).
Dopo la colazione, preparata nel nostro appartamento, usciamo per iniziare questa nuova giornata
Per oggi abbiamo programmato la continuazione sul cammino dell'Essenza con la variante di percorrere la 5 tappa per intero e concludere la 4, iniziata ieri. Abbiamo deciso di farla al contrario in quanto per problemi logistici (mancanza di bus di linea in orari adeguati al programma) utilizzando l'auto per avvicinarci al punto di partenza che sarà Marina di Campo.
La prima cosa però è quella di recarci al vicino supermercato per acquistare qualcosa per il pranzo. Acquistiamo pertanto, come abbiamo già fatto nei giorni scorsi, delle focaccine molto buone che mangeremo insieme a prosciutto o quant'altro.
Ci dirigiamo ora verso Marina di Campo non prima di aver passato Procchio. La strada percorsa è quella principale che collega le varie località dell'isola d'Elba. E' una strada che percorriamo con lentezza non superando mai i 40/50 km/h in quanto costituita da innumerevoli curve. A Procchio lasciamo la costa settentrionale e ci dirigiamo verso sud attraversando l'isola nella parte più stretta.
Arrivati a Marina di Campo tempo utile per parcheggiare l'auto ed iniziamo la nostra escursione.
Attraversiamo il centro della cittadina che ci appare molto più vivace di Marciana Marina per la quantità di persone ma anche per le innumerevoli attività commerciali presenti. In 10 minuti ci troviamo al porto e sulla nostra destra osserviamo la grande spiaggia che delimita la baia.
Cerchiamo le indicazioni della Via dell'Essenza che troviamo nei pressi del porto e in prossimità del borgo vecchio. Dalla scalinata del borgo risaliamo sull'altura che domina Marina e il suo porto. Risaliti su una sterrata iniziamo il nostro percorso (indicazione CAI 138) ormai immersi in boschi di pini marittimi. Oramai non ci sono più tracce di abitazioni ma solo ambienti naturali.
Arrivati sulla sommità di questo promontorio il percorso diventa più pianeggiante. Alcune aperture nella vegetazione ci danno la possibilità di ammirare altre piccole baie molto isolate. Davanti a noi il mare aperto che si estende all'infinito. In lontananza ci appaiono le isole del Giglio, Montecristo, Pianosa e sulla nostra destra la Corsica. Tutte queste isole sono ben visibili in quanto la giornata di oggi è veramente splendida, limpida e luminosa. Se l'Isola di Montecristo appare come un cono appuntito (645 m s.l.m.) Pianosa, al contrario, sembra una distesa veramente piatta e larga (29 m s.l.m.) come ben definita dal suo stesso nome.
Durante il percorso nei boschi di Lecci notiamo molti muretti di contenimento fatti in sasso. E' una caratteristica ben presente nell'isola ( i primi segni li abbiamo trovati nella prima giornata) e questo ci fa capire che molti anni fa l'uomo utilizzava questi terreni per realizzare delle coltivazioni. Ora tutto è abbandonato e la natura ne ha riconquistato gli spazi.
Dopo la parte boschiva entriamo in un ambiente più "arido" dove la macchia mediterranea diventa la protagonista. Non più vegetazione con alberi di una certa altezza ma ambienti nei quali arbusti di ogni genere con erica, rosmarino diventano l'unica forma di vegetazione presente.
Arriviamo sulla sommità del Colle della Palombaia e il panorama si apre sulla parte della costa che si sviluppa verso Sud-Est. Ci appaiono così le baie della Palombaia, Cavoli e Secchetto ed in lontananza la nostra tappa conclusiva di oggi, ovvero Fetovaia. A queste piccole baie si associano le spiagge omonime tra le più belle dell'isola.
Lasciamo per un momento la strada sterrata fin qui percorsa e ci dirigiamo lungo la strada asfaltata che scorre lungo la costa. Dopo questo breve tratto (un pò trafficato) sulla nostra destra troviamo l'indicazione del sentiero che risale lungo il versante che sovrasta la strada. Ci troviamo sul sentiero 192 che poi continuerà con il 193 e 195. Siamo sulla "via dei graniti" ed il paesaggio è veramente molto particolare con la vegetazione tipica della macchia mediterranea tra le quali spicca il ginepor, il mirto e il rosmarino.
Il sentiero sale fino a raggiungere una quota di circa 300 m s.l.m. e da questa altezza il panorama si apre sul mare esteso da sud a est rispetto all'isola. L'isola di Montecristo appare molto nitida è rappresenta sicuramente il nostro punto di riferimento verso SUD.
Ci avviciniamo alla baia di Cavoli che vediamo giù in basso. Ben visibile il piccolo borgo con la spiaggia omonima. A Cavoli non scendiamo in quanto la nostra tappa intermedia di oggi sarà Secchetto.
Ora il sentiero si fa più dolce e si insinua tra cespugli e grandi sassi di granito. Su questo lato dell'isola le rocce granitiche affiorano come piccole isole in un mare verde.
Ci siamo. Ci troviamo ora appena sopra Secchetto e da quì sentiamo il rumore del mare che ci inviata a scendere per una pausa. Imbocchiamo una strada sterrata che si addentra nei cortili delle prime case di Secchetto, poi ci "perdiamo" per un attimo e proviamo ad imboccare un piccolo sentiero oltre un casolare e ci infiliamo dentro un boschetto dove troviamo un piccolo ruscello che scorre lento nell'ombra. Oltre riprendiamo una sterrata e poi la strada asfaltata che scende ripida tra le case. In dieci minuti siamo all'incrocio con la strada costiera che attraversiamo e ci rechiamo nellal piccola spiaggia.
E' ora di pranzo ma, prima, vista la bella temperatura e l'acqua cristallina del mare, mi cambio e mi faccio un bagno. Ci voleva proprio, acqua non freddissima che rigenera sicuramente.
Dopo il bagno tempo per asciugarmi al sole e per mangiare un panino.
Alle 13 decidiamo di riprendere il percorso. Ci sarebbe la possibilità di percorrere la provinciale per ridurre i tempi (come consigliato da una signora residente a Secchetto) ma noi decidiamo di provare a percorrere il sentiero indicato dalla guida. Sappiamo che si tratta di una bella salita, sia per l'ora che per la fase "dopo pranzo", ma vorremo provare comunque. Mal che vada potremmo tornare indietro. Sappiamo inoltre che per il bus a Secchetto possiamo avere più possibilità (15.45, 17.50 o 18.35) quindi abbiamo sicuramente molto tempo a disposizione.
Dalla spiaggia ripercorriamo la salita dell'andata fino alla biforcazione oltre l'abitato dove ritroviamo l'indicazione del sentiero 137.
Saliamo ai margini di recinzioni di vecchi orti ormai incolti e in questo punto il paesaggio non è sicuramente bello. Poi risaliamo il sentiero e ci accorgiamo che si tratta di un vero e proprio solco nel terreno. Probabilmente risultato di forti piogge che continuamente incidono il tracciato. Il proseguire è abbastanza difficile in quanto il sentiero ci obbliga a camminare, a volte, a gambe divaricate e, per altri momenti, a risalire gradoni di circa 60/70 cm. Inoltre troviamo molti arbusti spinosi che non agevolano sicuramente il nostro proseguire. In circa un'ora di salita ci ritroviamo nella parte più alta del percorso dove ad un bivio lasciamo il sentiero 137 per proseguire sul 135. Per un pò di tempo rimaniamo su un tratto pianeggiante poi ci troviamo a scendere molto rapidamente perdendo quota velocemente.
Anche in questo tratto 'l'ambiente è composto dai numerosissimi sassi di granito e dalla macchia mediterranea. All'improvviso giù in fondo si apre la vista sulla baia e sulla spiaggia di Fetovaia. Camminando tra blocchi e arbusti in mezz'ora scendiamo alla spiaggia.
Guardiamo l'orologio e ci accorgiamo che siamo stati alquanto veloci compiendo questo percorso in circa un'ora e 40' anziché 2 ore e 1/2. Quindi possiamo permetterci di sfruttare il tempo che ci rimane gustando un'altra volta la bellezza di questa baia e magari per fare un ulteriore bagno.
Giunge anche per oggi il momento di lasciare questo luogo e dirigerci verso la fermata del bus.
Il sole sta ormai scendendo oltre il promontorio di Fetovaia e l'aria comincia a farsi fresca. Decidiamo così di raccogliere le nostre cose, riponendole negli zaini, risaliamo alla fermata dell'autobus.
Dopo circa 20' il bus raggiunge la fermata. saliamo e chiediamo due biglietti per Marina di Campo. Gentilmente l'autista ci strappa i due biglietti chiedendoci 8 euro totali. Incredibile !! Sembra che il costo per 20 km o per 10 km sia lo stesso. Chiediamo il perché e ci viene detto che il costo è questo ed è motivato dal sovraprezzo per l'acquisto sul bus. Replichiamo dicendo che alla fermata è indicato che, in caso di impossibilità di acquisto sul posto, l'autista non può richiedere alcun sovraprezzo. Niente da fare, paghiamo e ci sediamo. Dopo un po' però, forse mosso da una certa forma di pentimento, ci comunica che visto che il bus è vuoto può farci 6 euro totali. Rimaniamo sbalorditi e, per non allungare ulteriormente la discussione, gli diciamo che non ci sono problemi lasciando invariato il pagamento fatto.
Arriviamo a Marina di Campo ed già buoi. mettiamo gli zaini in auto e decidiamo di fare quattro passi nel centro con la speranza di mangiare del pesce. Dopo una mezzoretta, non trovando nulla, decidiamo di fare una piccola spesa per la cena della sera, e ripresa l'auto ce ne torniamo a Marciana.
Dopo cenna, come sempre ci organizziamo per il giorno dopo con percorso e trasporti. Poi stanchi per la lunga giornata ci addormentiamo con l'augurio di ritrovare un'ulteriore bella giornata di sole e percorrere luoghi meravigliosi.
Tempo percorso : 5 ore 1/2
Distanza : 15.6 km
Dislivello : 283+370=653 m
Quarto giorno 16 ottobre (Marina di Campo - Lacona - Procchio tappe 6-7).
Anche oggi al nostro risveglio subito uno sguardo fuori dalla finestra e osserviamo che il tempo ci sta regalando una nuova giornata di sole. Ci affrettiamo a sistemare i nostri zaini e, dopo aver fatto colazione, usciamo per prendere l'auto e fermarci per l'acquisto di qualche focaccina e altro.
Con l'auto ci avviamo sulla provinciale fino ad arrivare a Procchio dove la parcheggiamo nei pressi della fermata del bus.
Il programma che abbiamo preparato per oggi prevede la continuazione della Via dell'Essenza seguendo le tappe 6 e 7: partenza quindi da Marina di Campo ed rientro a Procchio.
A Procchio attendiamo il bus che arriva in orario alle ore 9.15. Il viaggio risulta molto breve e alle 9.30 siamo già a Marina di Campo.
Nel centro non ci fermiamo in quanto il percorso di oggi è abbastanza lungo (circa 22 km) e, quindi, ci apprestiamo a incamminarci per seguire il litorale della baia che in parte dell'isola corrisponde alla grande spiaggia di Marina.
Sulla spiaggia pochissime persone che si stanno godendo la tranquillità di questo luogo. In mezz'ora riusciamo ad arrivare alla fine della spiaggia in prossimità della zona dei campeggi.
Controlliamo attentamente l'indicazione dell'inizio del percorso che troviamo alla fine della stradina litorale. Possiamo dire che su questo percorso le indicazioni del CAI sono molto presenti e esaustive con direzioni e tempi.
Il percorso ora comincia a salire seguendo un piccolo sentierino fino a raggiungere una strada di collegamento ad alcune case residenziali. Alla fine della strada ci immettiamo su una bella sterrata trovandoci a circa una quarantina di metri sopra il mare. Alla nostra destra la baia con Marina sul lato opposto. Proseguiamo diritti fino al punto in cui la strada sterrata finisce ed inizia il sentiero. Da ora in poi il percorso sarà un continuo sali scendi tra piccole baie e zone molto verdi composte da vegetazione tipiche della macchia mediterranea. Ogni tanto il percorso, almeno nel primo tratto, segue qualche recinzione perimetrale di ville molto isolate. Notiamo che queste strutture hanno anche un accesso diretto al mare.
In un paio di ore arriviamo sulla cima del Monte Fonza (circa 298 m s.l.m.). Qui il panorama si apre da su tutta la costa sud dell'isola da Ovest ad Est. Dietro a noi Marina e davanti la baia di Lacona, prossima nostra meta dove mangeremo per il pranzo.
Il mare ci appare ancora in tutta la sua grandezza, sotto di noi scogliere dove le onde si infrangono (il mare oggi è leggermente in movimento). Oltre le isole del Giglio e Montecristo.
La presenza di una ragazza ci da l'opportunità per chiedere di farci qualche foto con questo panorama. In tutti questi giorni non ne abbiamo mai avuta l'occasione in quanto non abbiamo mai incontrato persone sul tragitto.
Ottenute le foto ripartiamo per raggiungere Lacona. Il sentiero prosegue lungo il crinale "serpeggiando" nel primo tratto per evitare il lungo solco creato sicuramente dalle varie piogge. Oltre questo tratto il sentiero scende più dolce in direzione nord-est e, dopo circa un'ora raggiungiamo Lacona.
Sono all'incirca le 13.00 e decidiamo di scendere alla spiaggia per riposare e mangiare. Raggiunta, ci accorgiamo che questa parte dell'isola la presenza di turisti è ancora evidente. Molti giovani e famiglie soprattutto stranieri.
La temperatura è buona ma il mare sembra non tranquillo come i giorni scorsi. Ci penso un po' e poi decido di provare a fare un bagno. Le onde sono decisamente forti, almeno per il sottoscritto che predilige fondali non oltre il metro e mezzo con nessuna capacità natatoria, e pertanto dopo cinque minuti decido di uscire e distendermi ad asciugarmi.
Mangiamo e nel mentre di questa nostra piccola pausa cerchiamo di capire come procedere per il resto della giornata. Ci dispiace lasciare in fretta questo luogo ma, rimanendo ancora sulla spiaggia, abbiamo solo la possibilità di un bus delle 15.00: troppo presto per rientrare. L'altre opzione è quella di continuare secondo il programma deciso fin dal mattino ma dobbiamo partire subito per evitare di trovarci in qualche zona sperduta in orari con poca luce solare. Quindi raccogliamo le nostre cose e ripartiamo. Magari alla conclusione di questo secondo tratto avremo l'occasione per distenderci sulla spiaggia di Procchio.
Ancora una volta lasciare il litorale comporta inevitabilmente la risalita ripida per poter guadagnare quota. Percorriamo il ripido sentiero immerso in una fitta lecceta seguendo il segnavia 215 ed in circa un'ora di cammino arriviamo al passo chiamato Serra del Pero. Da qui scendiamo circa una cinquantina di metri e ci immettiamo sul più noto percorso dell'Isola d'Elba chiamato GTE. Si tratta della Grande Traversata Elbana che partendo da Secchio raggiunte Pomonte. In questo tratto il percorso coincide con una vecchia strada militare costruita durante la Seconda Guerra mondiale. Seguiamo questa strada sterrata fino al Monte Pericoli poi prendendo il sentiero 245 scendiamo verso la costa. Siamo ormai sopra la strada provinciale litorale. Sentiamo le auto che stanno transitando ma, essendo in un fitto bosco, non riusciamo a vedere nulla. Nei pressi di Colle Pecorino raggiungiamo la trafficata provinciale. L'imbocco del sentiero si trova in prossimità di una curva e, quindi, è necessario porre molta attenzione nell'attraversamento. Attendiamo il passaggio di qualche auto poi, non udendo ulteriori rumori, attraversiamo in fretta e ci portiamo dall'altra parte. Dopo un tratto di strada asfaltata ancora in salita ci immettiamo in un sentiero che immergendosi nel fitto bosco si dirige verso Procchio. Dopo ouna breve discesa ormai siamo vicini alla costa. Tra i lecci intravvediamo il mare blu. Ora il sentiero si sviluppa in senso orrizzontale con qualche breve ondulazione fino a raggiungere le prime case. Sul sentiero ritroviamo il ragazzo in contrato più volte in questi giorni. Ci salutiamo e accogliamo il consiglio per un possibile bagno da realizzare sulla spiaggia di Procchio. Chissà se il sole rimarrà ancora sufficientemente alto per premettermi un ulteriore bagno, Dopo aver attraversato un bel parco pubblico raggiungiamo una piccola baia. Ma la profondità dell'acqua in questo punto mi distoglie dalla voglia di un tuffo. Meglio raggiungere la spiaggia.
Finalmente nel momento che arriviamo alla spiaggia grande di Procchio il sole ci appare ancora alto e caldo. Ci distendiamo sulla spiaggia. Sono anche pronto per il bagno in quanto, dalla spiaggia di Lacona, ho camminato indossando il costume e non i pantaloni. Quindi che aspettare? Suona il telefono....chi sarà? E' Federica che ci comunica che ha trovato NICE, la nostra cagnolina, mezza morta nell'orto di casa. Ma cosa è successo? Federica è in preda alla disperazione in quanto si accorge che NICE non risponde in modo normale alla chiamata, non cammina e non ha appetito nemmeno davanti ad un pezzo di carne.
Chiudiamo la chiamata cercando di capire cosa può essere successo. Naturalmente questa situazione mi ha fatto passare la voglia del bagno. Non immaginiamo cosa fare visto che ci troviamo veramente lontani da casa.
Mi viene in mente solo una cosa che al momento può essere perseguita. Telefoniamo a Federica consigliandole di telefonare in fretta al veterinario e di andare con NICE per una visita urgente. Federica ci conferma che andrà con il nonno.
Ormai il sole sta scendendo e noi, dopo aver raccolto le nostre cose vi avviamo al parcheggio dove, al mattino, abbiamo lasciato l'auto. Prima vorremo mangiare qualcosa ma non troviamo nulla e decidiamo di rientrare verso Marciana.
Nel rientrare verso Marciana il pensiero è tutto rivolto a NICE. Non riusciamo a capire questa improvvisa situazione.
Parcheggiamo l'auto sotto casa e portiamo i nostri zaini in casa. Poi usciamo per andare a mangiare qualcosa. Percorriamo tutto il litorale della cittadina fino a raggiungere la scogliera alla fine del porto. Ci fermiamo ad un bar/gelateria. Mangiamo un pezzo di pizza e poi un fresco gelato. Ci portiamo, dunque, sulla scogliera e rimaniamo in silenzio ad osservare il mare e il sole tramontare. Ma indubbiamente il nostro silenzio è dovuto al pensiero di NICE.
Poi la telefonata di Federica che ci avverte che il veterinario con una ecografia ha riscontrato una macchia sul fegato...probabilmente dovuta alla presenza di un tumore. Gli comunica che la situazione è molto grave e forse NICE non sopravviverà oltre i 4 mesi (nel momento in cui sto scrivendo, sono passati più di due mesi e NICE e molto vivace e cammina ancora molto...... chissà).
La notizia ci crea qualche momento di sconforto.
Rientriamo a casa per la doccia e la cena.
Per l'indomani decidiamo di tralasciare l'ultima tappa di questo bel percorso. Viste le previsioni per un'ulteriore giornata di sole pensiamo di salire al Monte Capanne per godere del panorama su tutta l'isola e non solo.
Sistemate le cose e la cucina ci addormentiamo dopo un'oretta di televisione.
Tempo percorso : 7 ore
Distanza : 22 km
Dislivello : 485+471= 956 m
Quinto giorno 17 ottobre (Salita al Monte Capanne).
Anche la giornata di oggi promette molto bene dal punto di vista meteorologico. Dal primo mattino riusciamo a scorgere, dalla finestradella camera, la cima del Monte Capanne.
Il percorso della Via dell'Essenza non è stato completato con il proseguimento sull'ultima tappa da Procchio a Marciana Marina ma non vorremo lasciare l'isola d'Elba senza la salita al Monte Capanne che, dalle premesse della giornata, potrebbe offrirci dei bellissimi panorami.
Coclusa la colazione ci rechiamo ad acquistare qualcosa per il pranzo. Poi presa l'auto risaliamo lungo la strada fini ad arrivare al parcheggio dell'impianto di risalita al Monte Capanne.
Indossati pedule e zaini iniziamo il nostro percorso che partendo dal parcheggio si avvicina al centro abitato di Marciana per poi lasciarlo in prossimità delle prime case e svoltare decisamente verso i crinali.
Il percorso si svolge all'interno di grandi boschi di lecci e castagni secolari. La salita è continua ma senza particolari pendenza.
Spesso osserviamo molte castagne e marroni che, ormai caduti, coprono il sentiero insieme ai ricci ormai vuoti. Segno che questo frutto che una volta sfamava le popolazioni dell'isola ora non è più considerato un bene da proteggere e raccogliere.
Arriviamo ben presto al romitorio di San Cerbone (529 mt s.l.m.) costruito intorno al 575 d.c. in onore del santo. Ora il sentiero si fà più ripido e il bosco più rado.
Tra la vegetazione avvistiamo anche degli esemplari di ungulati, probabilmente mufloni che sono molto presenti sull'isola. Il sentiero diventa più aspro e i passaggi sono spesso su grandi blocchi granitici. La salita si conclude oltrepassando l'ultimo crinale arrivando al piccolo rifugio che è situato a fianco dell'arrivo della "bidonvia".
Uno sguardo sotto di noi per intravvedere la costa settentrionale dell'isola ma, non appagati, saliamo ancora per raggiungere la vetta.
Purtroppo la cima non è esente da infrastrutture umane. La presenza di grandi antenne rende la sommità poco piacevole e disturba notevolmente il paesaggio dell'altura.
Ciononostante quello che dalla cima riusciamo ad vedere è incredibile per il panorama mozzafiato offerto. La vista ripercorre tutto il perimetro dell'isola e in lontananza, nel bare blu, possiamo ossevare senza problemi tutte le altre isole dell'arcipelago Toscano e la Corsica.
Ci sediamo su un grosso masso granitico per gustarci il nostro pranzo. Intorno a noi c'è un vero e proprio movimento di persone che sono salite utilizzando sicuramente la bidonvia. In effetti lungo il nostro percorso a salire non abbiamo incontrato molte persone.
Concludiamo il pranzo e riusciamo a farci fare qualche foto con il panorama alle nostre spalle.
Altre foto da tenere come ricordo e scendiamo sulla via del ritorno. Potremmo variare il percorso rispetto all'andata ma preferiamo ripercorrere lo stesso per arrivare prima all'auto. Vista la bella giornata pensiamo di ritornare alla spiaggia di Sant'Andrea per gustare il prossimo tramonto. Nella discesa Antonella, ricordando i tempi in cui da piccola andava a raccogliere castagne, non si trattiene e man mano che percorriamo il sentiero nei boschi di castagno non rinuncia alla raccolta. Le castagne sono ovunque. Dapprima ne raccoglie qualcuna mettendole nelle proprie tasche. Poi la quantità aumenta e decidiamo di riempire il sacchetto che abbiamo nello zaino. Alla fine riusciamo a portarne via circa un paio di kg. Ma quante ne abbiamo lasciate lungo il percorso?
Arriviamo all'auto. Ci togliamo le pedule e gli zaini quindi con l'auto precorriamo la strada verso il mare sulla costa occidentale dell'isola.
Arriviamo alla spiaggia di Sant'Andrea verso le 15 ed il sole, ormai basso, non riesce più a scaldare l'aria e, pertanto, rinuncio ad un ulteriore bagno.
Ci dirigiamo allora verso la costa granitica e ci distendiamo per un meritato riposo. Osserviamo i gruppi di ragazzi che si divertono a saltare sulle ondulazioni della costa o mentre stanno pescando. Un paio di ragazza si immergono nel mare per un bagno "rinfrescante" ma, probabilmente per la bassa temperatura dell'acqua, dopo 5 minuti escono per asciugarsi velocemente e per riscaldarsi.
Il sole sta scendendo rapidamente e verso le 18 il mare e il cielo si colorano con tonalità e sfumature calde.
Mi appresto a fre molte foto fino a quando il sole è ormai sceso oltre l'orizzonte. La temperatura cambia decisamente e decidiamo di lasciare questo incantevole luogo che rimarrà nei nostri ricordi.
Con questa giornata la nostra vacanza sull'isola è arrivata al pino completamento. Ci rimangono ancora un paio di giorni che dedicheremo ad una giornata di spiaggia e al viaggio di ritorno.
Ci apprestiamo anche a fare un bilancio di questa settimana che ha colmato a pieno le nostre aspettative. Un'esperienza veramente positiva che ci ha offerto un'ulteriore conferma che non serve andare molto lontani per gustare a pieno di una natura sublime. Il nostro bel paese ha tanto da offrirci soprattutto se riusciamo a cogliere le varie occasioni nei tempi più adeguati ed evitando i periodi in cui il turismo di massa ne soffoca la bellezza dei luoghi.
Tempo percorso : 4 ore 1/2
Distanza : 9 km
Dislivello : 650 m